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CON L'AMORE DELLA MENTE LA DUALITA' E' INEVITABILE



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L’amore della mente è necessariamente un movimento tra due estremi opposti di odio e di amore. Con la mente, la dualità è inevitabile. Perciò se con la mente sei colmo d’amore per qualcuno, non puoi sfuggire l’altro estremo. Puoi nasconderlo, puoi reprimerlo, puoi dimenticartene: le cosiddette persone educate lo fanno di continuo, ma diventano istupidite, morte. Se non puoi litigare con il tuo amante, se non puoi arrabbiarti, si perde l’autenticità dell’amore. Se reprimi la tua rabbia, quella rabbia repressa diventerà parte di te stesso, e non ti permetterà un completo abbandono durante l’amore. Sarà sempre presente. La stai trattenendo, l’hai repressa. Se sono arrabbiato e mi sono represso, la rabbia repressa sarà presente allorché amo e renderà il mio amore morto. Se non sono stato autentico nella mia rabbia, non posso esserlo nel mio amore. Se sei autentico, lo sei in entrambe le cose. Se non lo sei in una, non puoi esserlo nell’altra. In tutto il mondo, i cosiddetti insegnamenti, la civiltà, la cultura hanno totalmente soffocato l’amore, ed è accaduto in nome dell’amore.
Con la parte dell’odio amputata l’amore diventa impotente. E’ come se avessi amputato una gamba a un uomo per poi dirgli: “Ora muoviti! Ora puoi correre: sei libero di correre”. Ma gli hai amputato una gamba, per cui l’uomo non può muoversi. Odio e amore sono due poli di un unico fenomeno. Se amputi l’odio, l’amore sarà morto e impotente. Ecco perché ogni famiglia è diventata impotente. E poi cominci ad avere paura di lasciarti andare. Quando sei innamorato non puoi lasciarti andare completamente perché hai paura: se lo facessi, la rabbia, la violenza, l’odio che sono nascosti e repressi potrebbero venir fuori. Quindi devi continuamente schiacciarli. Giù, nel profondo, devi continuamente combatterli. E combattendoli, non puoi essere naturale e spontaneo. Perciò ti atteggi solo come se amassi. Fai finta, e ognuno lo sa, lo sa tua moglie, che stai facendo finta, e tu sai che tua moglie sta facendo finta. Ognuno fa finta, dunque l’intera vita diventa falsa.

Ci sono due cose da fare per andare oltre la mente: andare in meditazione e poi toccare il livello di nonmente dentro di te. In questo modo avrai un amore che non avrà alcun estremo opposto. Tuttavia in quell’amore non ci sarà eccitamento né passione: quell’amore sarà silenzioso, una pace profonda senza neppure un’increspatura.
Anche un Buddha, un Gesù amano. Ma in quell’amore non c’è eccitamento, non c’è febbre proviene dall’estremo opposto; l’eccitamento proviene dall’estremo opposto. Due estremi opposti creano tensione. Ma l’amore del Buddha e di Gesù è un fenomeno silenzioso, perciò solo coloro che hanno raggiunto lo stato di nonmente possono comprenderlo.
Al di là della mente non esistono opposti, al di là della mente tutto è uno. Dentro la mente, tutto è diviso in due. Ma, se sei dentro la mente, è meglio essere autentico piuttosto che falso.
Perciò sii autentico quando senti rabbia nei confronti del tuo amante o della tua amata. Sii autentico mentre sei in collera e poi, senza che vi sia alcuna repressione, quando giungerà il momento dell’amore, quando la mente si muoverà all’estremo opposto, avrai uno slancio spontaneo. Perciò considera il litigio come una parte della mente. E’ il dinamismo stesso della mente che opera per estremi opposti.
Perciò sii autentico nella tua rabbia, sii autentico nel tuo litigio, e lo sarai anche nel tuo amore. Quindi agli amanti mi piacerebbe dire di essere autentici. E se lo siete veramente accadrà un fenomeno unico. Vi stancherete dell’assurdità di muovervi agli estremi opposti. Ma siate autentici, altrimenti non vi stancherete mai.
Una mente repressa non diventa mai realmente consapevole di essere stretta tra estremi opposti. Chi la possiede, non è mai veramente arrabbiato, non è mai veramente innamorato, perciò non ha alcuna vera esperienza della mente. Pertanto ti suggerisco di essere autentico. Non essere falso
Questo amore autentico ti compenserà, e così vivendo autenticamente ti stancherai. Ti chiederai cosa stai facendo, perché sei solo un pendolo che si muove da un estremo all’altro. Ti annoierai, e solo allora potrai deciderti a muoverti oltre la mente e la polarità.
Ricorda una cosa sola: non essere mai falso. Se non provi amore, dì che non provi amore. Non fingere; non cercare di mostrarti pieno d’amore. Se sei arrabbiato, dillo e sii arrabbiato. Ci sarà molta sofferenza, ma soffrila: in questo modo nascerà una nuova consapevolezza. Diventa consapevole dell’assurdità dell’odio e dell’amore. Odia la stessa persona e ama anche la stessa persona, e continua a muoverti in circolo. Quel circolo ti diventerà chiaro come il cristallo,
e diventa chiaro come il cristallo solo attraverso la sofferenza. Non sfuggire la sofferenza. Hai bisogno di una sofferenza reale. E’ come un fuoco: ti brucerà. E tutto ciò che è falso arderà e tutto ciò che è reale rimarrà.

Ti stancherai della dualità, allora saprai che il cosiddetto amore della mente non è altro che una malattia. Hai mai notato che un amante non riesce a dormire? Non è a suo agio: è febbricitante. Se lo esamini, presenterà molti sintomi di molte malattie. Questo amore, il cosiddetto amore della mente e del corpo, è in realtà una malattia, ma tiene occupati: questa è la sua funzione. Altrimenti ti sentiresti disoccupato, come se in questo mondo non facessi nulla. La tua intera vita sembra vuota, perciò l’amore va bene per riempirla. La mente stessa è la malattia, perciò qualunque cosa appartenga alla mente sarà una malattia. Solo oltre la mente, là dove non sei diviso in dualità, dove sei uno, solamente lì fiorisce un amore diverso.

Osho – Il Libro dei Segreti 


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I TRE GRADINI DELL' AMORE

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Amato Osho,
tu parli d’amore e di compassione. Io conosco e sento in me forme diverse d’amore e di compassione.
Puoi spiegarmi le diverse forme d’amore e cosa intendi per compassione?
"L’amore è una scala, una scala con tre gradini. Il primo gradino è la sessualità, il secondo è l’amore e il terzo è la preghiera. L’esistenza di questi tre gradini dà luogo a mille e una combinazioni possibili.
La compassione reale appare solo al terzo gradino, dopo che l’energia sessuale si sia trasformata in preghiera – la compassione di un Buddha, la compassione della quale parla Atisha. Quando la passione è stata trasformata in modo totale, in modo così completo da non lasciare neppure una traccia, appare la compassione. La compassione reale appare solo dopo che l’energia sessuale è diventata preghiera.
Però la compassione può apparire anche al secondo gradino e perfino al primo. Di conseguenza esistono molti tipi di compassione. Per esempio, se la compassione appare al primo gradino – mentre vivi al livello più basso dell’energia d’amore, cioè il sesso – questa compassione è solo un gioco dell’ego. È un tipo di compassione molto egoista: godi all’idea di essere compassionevole. In realtà, godi della sofferenza altrui, perché è la sofferenza altrui che ti offre l’opportunità di essere compassionevole.
Qualcuno è caduto nel fiume e sta annegando. Una persona che vive a livello sessuale salta nel fiume e lo salva – ma la sua gioia consisterà nel compiacimento di essere stato tanto buono e avere fatto una cosa bella, una cosa grande. Ne parlerà con orgoglio, si vanterà di questa sua azione.
Al primo gradino, quello della sessualità, la compassione è solo un gioco egoico.
Questo è ciò che fanno milioni di missionari sparsi nel mondo – servono il povero, il malato, servono gli aborigeni analfabeti, i primitivi. Ma la loro gioia consiste nel compiacimento di aver fatto grandi cose. Il loro ego ne esce rafforzato. Questa è una forma distorta di compassione, viene chiamata dovere. Dovere è una parolaccia.
Il secondo tipo di compassione appare quando in te è arrivato l’amore. Questa compassione è simpatia: la sofferenza altrui ti turba, ne partecipi. Entri in sintonia con l’altro e la sua sofferenza ti tocca. Non è qualcosa con cui farti bello. Se vivi al secondo gradino, non parli mai della tua compassione, mai – non è qualcosa della quale parli. Di fatto, non hai mai la sensazione di aver fatto qualcosa di speciale, hai semplicemente la sensazione di aver fatto tutto ciò che doveva essere fatto. Comprendi che farlo era semplicemente umano. In ciò che hai fatto non vedi niente di speciale, né di straordinario e facendolo non hai acquisito nessun merito spirituale. Senti di non avere alcun merito: hai agito in modo naturale e spontaneo. Questa tua compassione è più tenera, più bella.
Al terzo gradino, dopo che l’energia sessuale è diventata preghiera, la compassione diventa empatia – non è simpatia, è empatia. Se in te c’è simpatia significa che senti la sofferenza dell’altro, però mantieni le distanze; se sei in empatia con l’altro significa che diventi una cosa sola con la sua sofferenza – non solo senti la sua sofferenza, ma soffri con lui, entri realmente nella sua sofferenza. Qualcuno piange: se provi simpatia per lui significa che il suo pianto ti turba, se sei in empatia significa che piangi con lui. Non sei più in uno spazio solo di sentimenti – entri in sintonia e diventi una cosa sola con quella persona: accade ciò che si definisce un’unione.
Un uomo si recò da Buddha per chiedergli: “Sono molto ricco, non ho figli e mia moglie è morta. Possiedo tutto il denaro del mondo e vorrei fare delle azioni meritevoli. Vorrei fare qualcosa per i poveri e per i diseredati. Dimmi, cosa dovrei fare?”
E si racconta che Buddha divenne molto triste e le lacrime sgorgarono dai suoi occhi.
L’uomo era molto perplesso. Chiese: “Le lacrime sgorgano dai tuoi occhi? E sembri così triste – perché?”
Buddha gli rispose: “Tu non puoi aiutare nessuno perché non hai neppure aiutato te stesso. Non puoi fare niente di compassionevole, perché le tue energie sono ancora al livello più basso. Il tuo metallo vile non si è ancora trasformato in oro. In realtà, provo per te un profondo dispiacere. Vuoi aiutare in qualche modo la gente, ma tu non sei. Tu non esisti ancora, perché in te non è ancora accaduta la consapevolezza – e senza consapevolezza come potresti esistere? Non hai in te un centro reale, dal quale possa fluire la compassione”.
La compassione può appartenere a queste tre categorie e anche l’amore appartiene a tre categorie. La prima è la sessualità. La sessualità significa: “Dammi, dammi sempre di più!” È sfruttamento, è ciò che Martin Buber chiama il rapporto “io-esso”: “Tu sei un oggetto e io voglio usarti”. L’uomo usa la donna, la donna usa l’uomo, i genitori usano i figli e i figli usano i genitori, gli amici usano gli amici. Dicono: “Trova un amico e trovi un tesoro, un amico nel bisogno è davvero un amico”. L’uso riduce l’altro a una merce.
Vivere in un mondo di “io-esso” significa lasciarsi sfuggire l’intera meraviglia dell’esistenza. In questo caso vivi circondato solo da oggetti – non dalle persone, non dalla gente, non dalla vita – solo da cose materiali. Colui che vive in quel rapporto è l’uomo più misero al mondo. La sessualità è sfruttamento.
L’amore è totalmente diverso. L’amore non è sfruttamento. L’amore non è un rapporto “io-esso”, ma è un rapporto “io-tu”. L’altro è rispettato da te come una persona di fatto e di diritto, l’altro non è un oggetto da usare, da possedere, da manipolare. L’altro è una persona indipendente, una persona libera: devi comunicare con lui, non devi sfruttarlo. L’amore è una comunione di energie.
La sessualità significa: “Dammi, dammi sempre di più!” Di conseguenza il rapporto sessuale assomiglia continuamente a una guerra, a un conflitto, perché anche l’altro ti dice: “Dammi!” Entrambi volete sempre di più e nessuno dei due è pronto a dare. Da qui il conflitto, lo stato belligerante. E naturalmente colui che si dimostra il più forte sfrutterà l’altro. Poiché l’uomo è dotato di una muscolatura più forte di quella femminile, l’ha sfruttata, ha ridotto la donna a una non-entità, ha distrutto l’anima della donna. Se l’uomo fosse riuscito a distruggere totalmente l’anima della donna, avrebbe avuto una vita più facile.
Per secoli, gli uomini impedirono alle donne di leggere e di recarsi al tempio – in molte religioni alle donne era proibito diventare preti. Alle donne non era concessa nessuna vita pubblica, nessuna vita di relazioni sociali. Erano tenute prigioniere nelle case e – il loro lavoro costava pochissimo – continuavano a lavorare per l’intera giornata. Erano ridotte a oggetti sessuali. In passato, non c’era molta differenza tra le prostitute e le mogli. La moglie era ridotta al ruolo di prostituta permanente, tutto qui. Il rapporto coniugale non era un rapporto, l’uomo era il padrone della moglie.
L’amore rispetta l’altro. È un rapporto di “dare e ricevere”.
L’amore gode nel dare e gode nel ricevere. È una condivisione, è una comunicazione.
In amore uomo e donna sono uguali – in un rapporto sessuale non sono uguali. L’amore conferisce al rapporto sessuale una bellezza del tutto diversa.
Il mondo si sta avviando, pian piano, verso i rapporti d’amore, di conseguenza esiste tanto scombussolamento. Tutte le vecchie istituzioni stanno scomparendo – devono scomparire perché erano tutte basate sul rapporto “io-esso”. Verranno di certo scoperti nuovi modi per comunicare e nuovi modi per condividere; avranno un profumo diverso – il profumo dell’amore e della condivisione. Non saranno possessivi, non saranno di tipo padronale.
Lo stato sommo dell’amore è la preghiera. Nella preghiera c’è comunione. Nella sessualità c’è il rapporto “io-esso”, nell’amore c’è il rapporto “io-tu”. Martin Buber si ferma qui: la sua tradizione giudaica non gli permette di procedere oltre. Ma c’è ancora un gradino da salire: Il gradino “né io - né tu”, un rapporto in cui scompaiono l’io e il tu, un rapporto in cui due persone non sono più due – ma sono diventate una sola. Un’unità tremenda, un’armonia, un accordo profondo – due corpi e un’anima sola. Questa è la sommità dell’amore che io chiamo preghiera.
L’amore ha questi tre stadi e la compassione ha i tre stadi corrispondenti – entrambi possono esistere in combinazioni diverse.
Di conseguenza, Dorothy Kaplan, ci sono moltissimi tipi d’amore e moltissimi tipi di compassione. Ma la cosa fondamentale, basilare, è comprendere questi tre gradini dell’amore. Comprenderli ti aiuterà e ti darà un’intuizione sullo stato in cui ti trovi – che tipo d’amore stai vivendo e che tipo di compassione ti sta accadendo.
Osserva! Sta’ attenta a non rimanere intrappolata in uno stato. Esistono livelli più alti e sommità che puoi scalare e vette che puoi raggiungere!" Osho

Sesso e Amore secondo Osho

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“Mi chiedi:” Cos’è il sesso e cos’è l’amore? ” Il sesso è una Funzione biologica. Tutti gli animali sono esseri sessuali. Solo l’uomo ha il privilegio di Avere qualcosa di più Elevato: non il semplice incontro di corpi a causa, ma l’incontro di anime dovuto. E questo è l’Amore!
Ma non sto parlando dell’amore convenzionale! … Non parlo dell’amore DI CUI parla il mondo! … Non parlo dell’amore DI CUI il mondo ha paura!
La gente ha paura di Essere amata e di amare Perché quell’amore porta infelicità! … Quell’amore bugie porta con sé, porta con sé prigionia, schiavitù Comporta, distrugge la libertà. Per questo la gente ne ha paura. E questo Accade poichè l’amore porta con sé un’infinità di compromessi … Si deve scendere uno Tali compromessi da giungere a perdere quasi definitivamente il proprio volto originale.
Uno dei miei messaggi Fondamentali è: se qualcuno vi ama, non introducete Condizione nessuna. Se amate qualcuno, non storpiatelo. Lascia che il tuo amore si espanda, dona all’altro più spazio di Quanto ne abbia mai avuto Quando era solo. Nutritelo, ma non avvelenate Il suo nutrimento, non possedetelo. Lasciate CHE SIA libero, più libero di non SIA Quanto mai stato. In questo caso l’amore crescerà in una profonda intimità.
Quando l’amore porta con sé la libertà, scende uno profondità maggiori. Quando l’amore fa sentire l’altro rispettato, non umiliato, non distrutto ma sostenuto, Quando l’amore ci fa sentire nutriti, liberi, allora scende uno profondità maggiori. In questo caso diventa preghiera. Elevata diventa più l’esperienza, Vita della suprema.
L’amore di CUI Io parlo è la vera TRASFORMAZIONE dell’Energia sessuale. Ma solo Accade Quando ACCETTI IL SESSO venire una cosa naturale. Non potra mai verificarsi con i monaci di tutte le religioni del mondo. Sono tutte persone CUI manca l’amore. Non possono amare, perchè non si sono neppure addentrate nel sesso … Hanno evitato di conoscere l’energia primaria Che PUÒ Essere Trasformata in amore, ragion per Cui, possono Parlare d’amore, ma i discorsi Loro non sono altro Che sacrosante stronzate. Sanno di non nulla dell’amore e non lo possono capire. E ‘Necessario fare un passo alla volta e il corpo rappresenta il primo passo. Non lo puoi ignorare, è Essenziale Perché ha le sue radici nell’esistenza. Ignorarlo vuol semplicemente dire suicidarsi. Ignorarlo vuol dire babelblog le porte alla perversione. Devi imparare ad accettare la Natura e Tramite quell’accettazione vi è la trascendenza. Vivendo un rapporto Fondato sul sesso, Probabilmente, con l’intimità, si creerà qualcosa di nuovo e cioè l’amore. E Mentre cresce l’amore, il sesso si ritira: è LA STESSA energia Che trasmuta, si sposta in una forma superiore. E Quando l’amore raggiunge la sua maturità, il sesso scompare. Quando affiora come dono naturale dell’esistenza, ha una sua bellezza incredibile. Io mi limito uno insegnare ad accettare la tua natura e Attraverso quell’accettazione accadono trasformazioni gigantesche. Ma sono spontanee, non le Si deve forzare. L’amore ha una sua bellezza. Il sesso è brutto. Il sesso assomiglia alle radici di un roseto: Saranno inevitabilmente brutte. L’amore è simile alle rose … ma quelle radici Continuano uno mandare energia alle rose ed è quell’energia Che vita da Alle Rose, per CUI non dirò mai: “Taglia le radici, perchè non sono belle!” Non tagliarle, aiutale uno rafforzarsi e vedrai fiorire migliaia di rose. Allora sperimenterai Ciò che io chiamo Amore.
Se penetrerete in profondità il mistero del sesso, l’amore nascerà Spontaneamente. Diventerete Amorevoli più e la vostra sessualità si ridurrà Sino a Divenire una fiamma di puro amore, Mentre i fumi del sesso svaniranno.
La Rozza energia del sesso si é Trasformata in un profumo delicato, il profumo dell’amore!
Il sesso è energia! … E non dico energia sessuale, perchè non c’è altra energia. Il sesso è l’unica energia Che avete. Questa energia PUÒ venire Trasformata, PUÒ diventare un’energia più Elevata. E più in alto si muove meno rimane Sessualità. Alla fine vi è un culmine, dove questa energia diventa compassione e amore. Nel suo supremo fiore Possiamo chiamarla energia divina, ma la base, La Radice, è nel sesso. Per CUI IL SESSO E il più basso, il primo livello dell’Energia il divino ed il livello più alto, ma è LA STESSA Energia a fluire. La prima cosa da capire è che io non divido le energie. Una Volta Che hai Diviso hai creato Conflitto, Ogni Volta Che dividi l’energia tu stesso ne risulti Diviso e allora sarai o contro il sesso oa Suo favore. Io non sono né à please Né contro, Perchè io non divido. Dico Che il sesso è energia, sesso è il nome dell’Energia: chiamala energia X. Sesso è il nome di questa energia X, questa energia sconosciuta Quando la usi solo come forza biologica ma diventa divina Una Volta Che è liberata Dalla schiavitù della biologia , Una Volta Che va al di là del corpo. E allora è l’amore di Gesù o la compassione di Buddha! … Il sesso va TRASFORMATO, el’unico modo possibile per trasformarlo è Essere sessuali Consapevolezza profonda con una: fare del sesso una meditazione. Vivi la tua sessualità, ma con Attenzione, con Consapevolezza, dell’essere Presenza con totale. Non permettere Che Diventi una forza inconsapevole. Non lasciarti trascinare o trattenere. Comprensione Sperimentalo e con saggezza, in amore. Trasforma l’esperienza del sesso in Un’esperienza di meditazione. E una volta che sei meditativo, la qualità dell’esperienza sessuale Inizia a cambiare. LA STESSA energia Che fluiva Nella sessualità, Inizia a fluire verso la consapevolezza. Quando e Diventi meditativo Giungi uno REALIZZARE Un fatto nuovo: non è il sesso uno darti Beatitudine, non è il sesso Che da l’estasi. E ‘Piuttosto uno Stato della mente privo di pensieri, Il coinvolgimento totale nell’atto che ti rendono Beato … La Consapevolezza è Il Ponte, Il Ponte d’Oro da questo mondo a quell’altro, dall’inferno al regno dei cieli, dall’ego al divino “.

CADERE NEL CENTRO DEL CUORE



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Primo punto: cerca di essere senza testa. Visualizzati come se fossi senza testa, muoviti senza testa. Suona assurdo, ma è uno degli esercizi più importanti. Provaci, e poi lo saprai. Cammina, e senti come se non avessi la testa. All’inizio sarà solamente “come se”, sarà molto strano. Quando ti verrà la sensazione di non avere una testa, sarà molto strano e bizzarro. Ma, un po’ alla volta, ti acquieterai nel cuore.
C’è una legge… Forse avrai notato che i ciechi hanno un udito più acuto, hanno orecchie più musicali. Perché? L’energia che normalmente si muove attraverso gli occhi ora non può più muoversi per loro tramite, per cui si sceglie un cammino diverso: si muove attraverso le orecchie. I ciechi hanno una sensibilità tattile più profonda. Se un cieco ti tocca, sentirai la differenza, perché di solito noi usiamo molto gli occhi: ci tocchiamo l’un l’altro con gli occhi. Un cieco non può toccare con gli occhi, perciò l’energia si muove attraverso le sue mani. Un cieco è più sensibile di chiunque veda.
Se manca un centro, l’energia comincia a muoversi da un altro centro. Perciò prova questo esercizio e all’improvviso sentirai una strana cosa: sarà come se per la prima volta fossi nel cuore. Cammina senza la testa. Siediti a meditare, chiudi gli occhi e semplicemente senti che la testa non c’è più. Senti: “La mia testa è scomparsa”. All’inizio sarà solo “come se”, ma poco a poco sentirai che la testa è scomparsa veramente e, quando sentirai che la tua testa è scomparsa, il tuo centro cadrà giù al cuore, immediatamente! Guarderai il mondo attraverso il cuore e non più attraverso la testa.
Prova a essere senza testa. Medita stando davanti allo specchio nel bagno. Scruta a fondo i tuoi occhi e senti che stai guardando dal cuore. Poco a poco il centro del cuore comincerà a funzionare, e quando il cuore funziona cambia la tua intera personalità, l’intera struttura, l’intero modello, perché il cuore ha la sua vita. Perciò, prima cosa: prova a essere SENZA TESTA. Seconda: ama di più, perché l’amore non può funzionare attraverso la testa. AMA DI PIU’! Questa è la ragione per la quale quando qualcuno s’innamora perde la testa. La gente dice che è impazzito. Se non sei pazzo e innamorato, allora non sei veramente innamorato. Capita che quando una persona molto razionale si innamora, diventi stupida. Lei stessa sente quante stupidaggini sta facendo, quante sciocchezze. Che cosa sta facendo? Per cui divide la sua vita in due parti, crea una divisione: il cuore diventa un affare silenzioso e intimo. Quando esce di casa, esce anche il cuore. Nel mondo vive con la testa e scende giù nel cuore solamente quando ama.
Perciò per questa meditazione cerca di amare sempre di più. E quando dico sii più colmo d’amore, intendo che devi cambiare la qualità della tua relazione: fai che sia fondata sull’amore, non solo con tua moglie, con tuo figlio o con il tuo amico, ma anche nei confronti della vita in quanto tale.
Quando più le tue relazioni sono basate sull’amore – tutte le relazioni – tanto più il tuo centro del cuore funzionerà. Comincerà a funzionare; guarderai il mondo con gli occhi diversi: perché il cuore ha il proprio modo di guardare il mondo. La mente non potrebbe mai guardare in quel modo: sarebbe impossibile. La mente può soltanto analizzare! Il cuore sintetizza; la mente può soltanto sezionare, dividere. E’ un divisore. Solo il cuore dà unità. Quando riesci a guardare attraverso il cuore, l’intero universo appare come un’unità. Quando ti avvicini con la mente, l’intero mondo diventa atomico. Non c’è unità: solamente atomi e atomi e ancora atomi. Il cuore dà un’esperienza unitaria. Unisce insieme e la sintesi suprema è Dio.
Se riesci a guardarlo attraverso il cuore, l’intero universo appare come uno: questa unità è Dio. Questa è la ragione per la quale la scienza non potrà mai trovare Dio. E’ impossibile poiché il metodo impiegato non potrà mai giungere alla suprema unità. Il metodo stesso della scienza è la ragione, l’analisi, la divisione. Perciò la scienza giunge alle molecole, agli atomi, agli elettroni… e continuerà a dividere, ma non potrà mai giungere all’unità organica del Tutto.
E’ impossibile guardare al Tutto con la testa. Perciò ama di più.
Ricorda, la qualità dell’amore deve essere presente in qualsiasi cosa tu faccia: deve essere un pensiero costante. Stai camminando sull’erba: senti che quell’erba è viva. Ogni filo d’erba è altrettanto vivo quanto te. Sii colmo d’amore. Sii colmo d’amore persino con le cose. Se sei seduto su una sedia, sii colmo d’amore. Percepisci la sedia; abbi un sentimento di gratitudine. La sedia ti sta facendo sentire a tuo agio; percepisci la sensazione tattile, amala, abbi un sentimento d’amore. Se stai mangiando, mangia con amore. Gli indiani dicono che il cibo è divino. Il senso è che quando lo mangi, il cibo va dà vita, energia, vitalità. Devi esserne grato; sii colmo d’amore verso di esso. In genere mangiamo il cibo con estrema violenza, come se stessimo uccidendo qualcosa. Non come se stessimo assorbendo: come se stessimo uccidendo. Oppure continui pieno d’indifferenza, a cacciare roba nel tuo stomaco, senza sentimento. Tocca il tuo cibo con amore, con gratitudine: è la tua vita. Ospitalo, gustalo, godilo.
Primo: prova a essere senza testa; secondo. Prova ad amare; terzo: sii sempre più estetico, sensibile alla bellezza, alla musica, a tutto quanto tocchi il cuore. Se questo mondo potesse venire più educato alla musica e meno alla matematica, avremmo un’umanità migliore; se potessimo educare la mente più alla poesia e meno alla filosofia, avremmo un’unità migliore: perché finché ascolti o suoni musica la mente non è necessaria, cadi giù dalla mente. Sii più estetico, più poetico, più sensibile. Puoi non essere un gran musicista, un grande poeta o un grande pittore, ma puoi godere o creare qualcosa per conto tuo: non è necessario essere un Picasso. La tua casa te la puoi dipingere da te; puoi dipingere dei quadri. Puoi suonare un flauto, non importa quanto dilettantisticamente. Ma fai qualcosa che riguarda il cuore. Canta, danza, fai qualcosa che riguarda il cuore. SII Più SENSIBILE verso il mondo del cuore, e non è necessario granché per essere sensibili. Persino un uomo povero può essere sensibile: le ricchezze non sono necessarie. Puoi non avere un palazzo, ma se sei semplicemente sdraiato sulla spiaggia, è sufficiente per essere sensibile. Puoi essere sensibile alla sabbia, puoi essere sensibile al sole, puoi essere sensibile alle onde, al vento, agli alberi, al cielo. L’intero mondo è qui perché tu sia sensibile a esso.
Cerca di essere sensibile in modo attivo, perché l’intero mondo è diventato passivo. Vai al cinema: qualcun altro sta facendo qualcosa e tu semplicemente ti siedi e guardi. Sullo schermo è qualcun altro ad amare e tu guardi: sei passivamente morto, che non fa nulla. Non sei un partecipante. A meno che tu non partecipi, il tuo centro del cuore non funzionerà. Perciò a volte è meglio danzare. Non sarai un grande danzatore, non è necessario. Per quanto goffamente, danza. Questo ti darà la sensazione del cuore. Mentre danzi il tuo centro sarà il cuore: non può mai essere nella mente. Salta, gioca come un bambino. A volte dimenticati del tutto il tuo nome, il tuo prestigio, la tua laurea. Dimentica ogni cosa; sii come un bambino. Non essere serio. A volte prendi la vita come un gioco e il cuore si svilupperà: Il cuore raccoglie energia. E quando avrai un cuore vivo, anche la qualità della tua mente cambierà. Potrai andare alla mente, potrai funzionare attraverso di essa, ma la mente diventerà solo uno strumento: potrai usarla.
Il cuore ti darà la sensazione di essere il padrone.
E ancora un’altra cosa: giungerai a sapere che non sei né la testa né il cuore, perché potrai trasferirti dal cuore alla testa, dalla testa al cuore.
Se rimani nella testa e non ti muovi mai di lì, tu identifichi con essa. Non sai di essere diverso. Questo movimento dal cuore alla testa e dalla testa al cuore ti darà la sensazione di essere totalmente diverso. A volte sei nel cuore e a volte sei nella testa, ma tu non sei né il cuore né la testa. Questo terzo punto di consapevolezza ti condurrà al terzo centro: all’ombelico.

Osho – Il Libro dei Segreti 

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Osho – Amore, passione e attaccamento

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Non fanno parte dell’amore anche la passione e l’attaccamento?
Se nell’amore c’è passione, l’amore diventa l’inferno.
Se nell’amore c’è attaccamento, l’amore diventa una prigione.
Se nell’amore non c’è attaccamento, l’amore in sé diventa divino.
L’amore ha entrambe le possibilità. Puoi vivere un amore con passione e attaccamento: in questo caso è come se avessi legato una pietra intorno alle ali dell’amore, che non potrà più volare. Oppure è come se tu lo avessi rinchiuso in una gabbia dorata. Per quanto preziosa possa essere – può essere tempestata di diamanti e di pietre preziose – una gabbia è sempre una gabbia e ne impedirà il volo. Quando elimini dall’amore la passione e l’attaccamento, quando il tuo amore è puro, innocente e senza forma, quando in amore dai e non chiedi, quando il tuo amore è solo dare, quando il tuo amore è un imperatore e non un mendicante, quando sei felice perché qualcuno ha accettato il tuo amore – non lo negozi e non chiedi niente in cambio – allora liberi l’amore e lo lasci volare nei cieli aperti. In questo caso rafforzi le sue ali e l’amore potrà intraprendere il suo viaggio verso l’infinito.


L’amore ha fatto precipitare alcuni e ha elevato altri. Dipende tutto da cosa hai fatto del tuo amore. L’amore è un fenomeno estremamente misterioso. E’ una porta: da un lato c’è la sofferenza, dall’altro c’è la beatitudine; da un lato c’è l’inferno, dall’altro il paradiso; da un lato c’è il samsara – la ruota della vita e della morte – e dall’altro c’è la liberazione. L’amore è una porta.
Se hai conosciuto solo un amore colmo di passione e di attaccamento, non sarai in grado di comprendere Gesù quando dice: ” Dio è amore”. Quando Sahajo (donna illuminata ndr) comincia a cantare i suoi canti d’amore, ti sentirai molto a disagio: “E’ una cosa assurda! Ho amato anch’io, ma ho ottenuto in cambio solo infelicità. In nome dell’amore ho mietuto solo un fascio di spine e i fiori non sono mai sbocciati per me”. L’altro amore ti sembrerà immaginario. L’amore che diventa devozione, che diventa preghiera, che diventa liberazione, ti sembrerà un mero gioco di parole. 
Anche tu hai conosciuto l’amore, ma ogni volta era un amore saturo di passione e di attaccamento. In realtà il tuo non era vero amore. Era solo una cortina tesa a nascondere la passione, l’attaccamento e la sessualità. All’esterno lo definivi amore, interiormente era qualcos’altro. Quando eri innamorato di un una donna, oppure di un uomo, qual era il tuo anelito? Anelavi solo alla sessualità e l’amore era solo l’ornamento esteriore. Se cerchi nella tua profondità interiore, scoprirai che il tuo amore è solo una parola e che al suo interno brucia la fiamma del desiderio. Ma non è conveniente mostrare direttamente questa fiamma, bisogna essere diplomatici. Perciò dici alla donna, del cui corpo vorresti godere, che ami la sua anima. Non conosci neppure la tua anima, come potresti conoscere l’anima dell’altro? Tu sei stato intrappolato dall’amore. Ma il responsabile sei tu.
La parola amore in sé non è molto significativa. L’amore può diventare nettare e può diventare anche veleno, dipende tutto da te. L’amore diventa veleno quando contiene la passione e l’attaccamento. Se rendi l’amore un mezzo per appagare i tuoi desideri sessuali e se nell’amore cerchi solo la soddisfazione degli istinti del corpo, scoprirai che il tuo amore porta con sé conflittualità e angoscia. Porta con sé dolore e sofferenza. Porta catene. Tu avevi molti sogni, ma quei sogni non si sono mai realizzati. Avevi molte illusioni, avevi molti miraggi, vedevi grandi arcobaleni, ma ogni volta che ti sei avvicinato sparivano tutti. Tutti gli arcobaleni cadevano nel fango e tutti i sogni risultavano menzogne. Il palazzo dorato, che brillava lontano alla luce del sole, si è sempre trasformato in una prigione. La colpa non è dell’amore: in nome dell’amore, hai tentato di ottenere qualcos’altro. Perciò devi liberare l’amore dall’attaccamento.
L’amore non deve essere una schiavitù, l’amore dovrebbe essere la libertà. Libera la persona che ami. Se libererai la persona che ami, tu stesso non potrai essere ridotto in schiavitù.
Tu invece vuoi ridurre in schiavitù coloro che ami, vuoi costruire una fortezza intorno a loro. Vuoi mettere delle catene alle loro mani. Ma se metti delle catene alle loro mani, essi incateneranno le tue mani. Non dimenticare mai questa verità: tutto ciò che ricevi dalla vita equivale a ciò che hai dato alla vita. Questa è in sintesi la teoria del karma: qualsiasi cosa dai, la riceverai. Se dall’amore hai ricevuto catene, ciò dimostra che volevi rendere schiavo qualcuno in nome dell’amore. Se con il tuo amore lasci la libertà all’altro, se offri il tuo amore senza aspettarti niente, se dai il tuo amore senza chiedere niente in cambio, senza porre condizioni né fare commerci, se dai il tuo amore e ti senti grato che qualcuno lo accetti, ebbene non ti basta tutto ciò? Il tuo amore avrebbe potuto essere rifiutato! In questo caso, scoprirai che il tuo amore comincerà, pian piano a elevarsi lasciando dietro di sé, come qualcosa di remoto, il desiderio sessuale. In questo caso tu crescerai in una dimensione totalmente nuova. La tua consapevolezza entrerà allora in un mondo nuovo.
Mi chiedi: non fanno parte dell’ amore anche la passione e l’attaccamento?
Possono farne parte, ma non necessariamente. In novantanove casi su cento ne fanno parte e questo non è importante perché, se non fosse così anche solo in un unico caso, quell’unico esempio sarebbe una prova più che sufficiente per dimostrare che, se lo voleste, anche negli altri novantanove casi potrebbe essere vero. Se un seme può schiudersi e diventare un albero, allora tutti i semi possono germogliare e diventare alberi. Se non lo fanno, è un’altra storia, forse non sono nel terreno giusto.
Gesù ha detto: “Getta una manciata di semi… qualcuno cadrà sulla strada dove la gente va e viene, e non potrà germogliare. Altri semi cadranno sul ciglio della strada; potranno germogliare e le piantine potranno crescere un po’, ma forse gli animali le mangeranno o i bambini le coglieranno. Altri semi cadranno sulle pietre o sulla roccia: non germoglieranno mai. Qualche seme cadrà su un terreno fertile: questo seme germoglierà, crescerà e diventerà un albero sul quale sbocceranno i fiori e matureranno i frutti”. 
Ogni tanto un seme germoglia in un Buddha, in un Farid, in una Sahajo. Essi arrivano alla fioritura. Se non è accaduto al tuo seme, devi prestare un po’ di attenzione, potresti essere caduto nel luogo sbagliato: sulle rocce oppure, se non sulle rocce, su una strada dove c’è un andirivieni continuo di gente. Oppure in un luogo privo di protezione, privo di siepi. Dovresti trovare il terreno adatto: allora può nascere in te la stessa cosa che nacque nel Buddha, in Krishna.
Quello è il tuo potenziale. Quello è il potenziale di ogni essere umano. L’esistenza non dà a nessuno un potenziale minore.
L’esistenza stessa ti ha creato e non può creare niente che sia diverso da sé. Il divino ti ha creato: è nascosto in te, in quanto tua sorgente di vita, come tuo potenziale. L’amore può diventare liberazione: quello è il potenziale di ogni amore, quella è la possibilità di ogni cuore.
Ma devi essere accorto, devi tagliare gli attaccamenti. Tu invece continui a estendere la rete del tuo attaccamento. Hai dimenticato cos’è l’amore, hai cominciato a chiamare “amore” la passione. Sulle vette dell’amore c’è l’oro. Nella vallata dell’amore c’è solo il dilagare dei desideri. Ma colui che vive nei desideri e nella passione ha paura anche solo di sentir parlare di questo oro. Dice: “Nei nostri desideri sessuali noi siamo felici, non parlarci di queste cose elevate. Non disturbare il nostro sonno, non infrangere i nostri sogni!” Ma io ti dico che il tuo modo di vivere è simile a quello di qualcuno cui hanno regalato un palazzo, ma che continua a vivere per tutta la vita sotto il portico, senza mai entrare nel palazzo, pensando che il portico sia tutto ciò che esiste. Il portico è solo l’ingresso. Più andrai in profondità all’interno, più entrerai nella tua interiorità e più si riveleranno a te le vette della beatitudine, le vette dorate.
I desideri sessuali rappresentano solo il portico dell’amore: devi andare oltre, non devi vivere lì. Ricorda: non c’è niente di male nel passare dal portico. Non lo condanno. Devi attraversare questo portico, se vuoi entrare nel palazzo; ma non fermarti, non costruire lì la tua dimora, non arenarti al portico, non pensare che la vita sia tutta lì. Certo passa attraverso la sessualità, devi farlo – è una parte inevitabile della vita – ma attraversala per andare oltre, così come usi le scale o un ponte per raggiungere un luogo che sta al di sopra o al di là.
In te sono nascoste possibilità meravigliose. Hai conosciuto l’amore come sessualità, passione e attaccamento. Hai familiarità solo con l’inferno della vita. Rifletti un po’, anche in questo inferno, a volte, hai potuto lanciare occhiate sulla beatitudine; che dire dunque del paradiso?  Anche nella sessualità c’è l’eco remoto dell’illuminazione. Anche nella sessualità si riflette in qualche modo il divino, ma questo non è altro che il riflesso della luna nel lago. E’ solo un riflesso e un leggero movimento può infrangerlo. Non è una realtà, eppure è il riflesso della realtà. Nella sessualità c’è il riflesso dell’amore. E’ un riflesso che si forma sul lago del corpo e della mente.
Guarda in alto… Se hai scoperto che il riflesso sul lago è veramente bello, allora guarda la luna che è la fonte di questo riflesso.

SII SENZA SPERANZA

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"Come una gallina è madre ai suoi pulcini, sii madre di conoscenze specifiche, di azioni particolari, nella realtà."
La parola chiave è "nella realtà". Anche tu generi molte cose, ma nei sogni. Non lasciare più che in te sorgano dei sogni, non dare più energia ai sogni. Staccati da essi. Sarà difficile perché hai investito moltissimo nei tuoi sogni. Se all'improvviso te ne distacchi totalmente, avrai la sensazione di precipitare e di morire, perché hai sempre vissuto in un sogno rinviato. Non sei mai stato qui e ora, sei sempre stato altrove. Hai vissuto sperando... se ti chiedessi ora perché vivi, qualsiasi ragione tu riesca a trovare, vedrai che è nel futuro: un giorno qualcosa accadrà. Ma questa non è vita, perché ogni speranza è un sogno. Se non vivi qui e ora, non sei vivo. Sei solo un peso morto, e quel domani che appagherà i tuoi sogni non verrà mai. Verrà la morte, e solo allora ti renderai conto che non c'è domani. E a quel punto non potrai più posporre: allora ti sentirai disilluso, ingannato, ma nessuno ti ha preso in giro, sei tu l'artefice di tutta questa confusione. Cerca di vivere nel momento, nel presente, e non coltivare speranze, qualsiasi sia la loro natura. Possono essere di questo mondo, possono essere ultraterrene, non fa alcuna differenza. Non sperare. Anche se senti una sottile impotenza nel presente, restaci. Non spostarti dal qui e ora, non muoverti! Soffri quell'impotenza, ma non permettere alla speranza di entrare. La tecnica parla di "conoscenze", non teorie, rion ipotesi, non testi sacri, non filosofie, non visioni del mondo, mentre tu accudisci come una madre solo quelli. Shiva dice di gettar via tutte quelle cose: curati solo della tua esperienza diretta che è reale. Per quanto possa essere banale, una conoscenza reale è qualcosa che ha valore. Cerca sempre di conoscere qualcosa in modo che sia una conoscenza reale, diretta, non presa in prestito, non imitativa. Non credere in nessuno. Abbi fiducia in te stesso. Se non riesci ad aver fiducia in te stesso, come potrai mai fidarti di qualcun altro? Getta via tutto ciò che non è tuo, non serve a nulla, e prenditi cura, accudisci, sii come una madre che ha a cuore tutto ciò che è suo, poiché crescerai solo attraverso le tue comprensioni, le tue esperienze, ciò che è tuo. All'inizio potrai sentirti un po' stordito, appannato, perché abbandonerai tutto ciò che è falso, che non è tuo, e ci vorrà un po' di tempo affinché il reale si assesti. Ci sarà un periodo di transizione. Lascia che esista e non aver paura, non farti spaventare. Prima o poi il falso, le tue maschere, i tuoi sé fittizi, acquisiti, mutuati, presi in prestito, cadranno e il tuo volto originale prenderà vita. E solo attraverso questo volto originale puoi incontrare Dio.

IL CENTRO SESSUALE COME MEDITAZIONE


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Il centro fondamentale dell’esistenza è l’ombelico, ma il tuo centro funzionale può essere ovunque. Qualunque punto nel corpo può essere fatto oggetto della centratura. Per esempio, il Tantra usa il centro sessuale e lavora per portarvi totalmente la tua consapevolezza.
Un centro qualunque va bene. Puoi scegliere ciò che preferisci. Se la tua mente è molto sessuale, è meglio che scegli il centro sessuale.
Usalo, perché la tua consapevolezza fluisce naturalmente verso esso, quindi è meglio sceglierlo. Ma è diventato difficile scegliere il centro sessuale. Questo è uno dei centri più naturali: la tua consapevolezza ne è attratta biologicamente. In realtà la nostra autoimmagine esclude il centro sessuale. Immagina il tuo corpo: ometterai i tuoi organi sessuali; ecco perché molte persone sentono che i propri organi sessuali sono qualcosa di differente da loro, come se non fossero parte del loro organismo
Abbiamo creato una divisione. C’è una barriera, e abbiamo tagliato via da noi stessi il centro sessuale. In verità, abbiamo diviso il corpo in due a causa del sesso. Nella nostra mente la parte superiore significa “più elevata” e quella inferiore significa proprio “inferiore”: è condannata. Perciò “inferiore” non è solo un’informazione sulla posizione della metà di sotto: è anche una valutazione. Per quanto ti riguarda, non devi pensare che la parte inferiore del corpo sei tu. Se qualcuno ti chiedesse: “Nel tuo corpo, tu dove sei?”, indicheresti la testa perché è la parte più alta.
E’ difficile usare il centro sessuale per centrarsi. Ma se ci riesci, quello è il migliore, perché la tua energia fluisce biologicamente verso quel centro. Concentrati su di esso. Tutte le volte che senti un impulso sessuale, chiudi gli occhi e senti la tua energia che fluisce verso il centro sessuale. Fanne una meditazione, sentiti centrato nel centro sessuale. Allora, all’improvviso sentirai nell’energia un salto di qualità, la sessualità scomparirà e il centro sessuale s’illuminerà e diventerà pieno di energia, dinamico. Sentirai la vita al suo culmine, in questo centro. E se sei centrato, in quell’istante il sesso sarà veramente del tutto dimenticato. Sentirai l’energia fluire dal centro sessuale in tutto il tuo corpo, anzi persino trascendere il corpo e andare nel cosmo. Se sei totalmente centrato nel centro sessuale, all’improvviso verrai gettato alla tua radice fondamentale, nell’ombelico.
Il Tantra ha usato il centro sessuale, e io penso che il Tantra sia stato uno degli approcci più scientifici alla trasformazione umana, perché usare il sesso è molto scientifico. Visto che la mente già fluisce verso di esso, perché non usare questo flusso naturale come veicolo?

Oho – Il Libro dei Segreti

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